Artisti & Organo

L’organo della chiesa di San Torpete risale nella parte più antica al 1668 come indica l’iscrizione posta su una canna di facciata (Opus Caroli Prati Anno Domini 1668), opera di Carlo Prati (1617ca-1700), organaro di origine comasca attivo nel Nord-Italia (suoi strumenti si conservano in Lombardia, Trentino, Germania; restaurò anche gli organi della cattedrale di Milano). Di tale strumento si conservano 17 delle 21 canne di facciata.

Al pari dell’edificio della chiesa, pure l’organo dovette subire danni causati dal bombardamento francese del 1684 e, dopo i lavori di rifacimento della chiesa (1730), anch’esso fu sottoposto a ristrutturazione: il somiere e diverse canne interne sono di fattura settecentesca di un anonimo organaro di scuola genovese della seconda metà del ‘700.

Nel corso dell’Ottocento e nel primo Novecento fu sottoposto a diverse revisioni: un assortimento di canne è opera dell’organaro Giuseppe Franzetti (sec. XIX) ma il rifacimento più radicale venne operato nel 1876 da Giovanni Mentasti di Varese che ne stravolse l’impostazione riutilizzando i registri in funzione del gusto e dell’estetica “sinfonico-orchestrale” ottocentesca.

Dopo decenni di incuria (nel 1980 risultava “da anni in stato di abbandono e non suonante”), l’organo è stato sottoposto a restauro filologico dalla Bottega Organara Dell’Orto – Lanzini di Dormelletto (NO), concluso nel dicembre 2006 grazie al contributo della Compagnia di San Paolo e all’8 per mille in quota alla chiesa cattolica. Il restauro ha rimediato al rifacimento ottocentesco e ha ridato allo strumento una più uniforme impronta settecentesca, al quale rinvia il nucleo originario del suo materiale sonoro.

Il prospetto di facciata è formato da canne in stagno racchiuse in una cassa in pioppo aperta a serliana, distribuite in tre campate di sette canne ciascuna disposte a cuspide; presenta bocche allineate, profilo piatto e labbri superiori sagomati a mitria. I mantici sono due.

La trasmissione è meccanica. La tastiera dispone di 45 tasti con estensione Do1-Do5; la prima ottava è corta. La pedaliera piatta, pure corta, è di 8 pedali senza registri propri, costantemente unita alla tastiera. Essendosi trovato il corista originario, l’accordatura è stata fissata a 442,90 Hz alla temperatura di 12 gradi. La pressione è di 46 mm in colonna d’acqua e il temperamento è inequabile a quinti di comma, allineato alle consuetudini dell’epoca.

Azionati da tiranti a pomello in ottone disposti su unica colonna a destra della tastiera, i registri sono nove e corrispondono a quelli tipici dell’organaria ligure del ‘700:

  • Principale
  • Ottava
  • Decimaquinta
  • Decimanona
  • Vigesimaseconda
  • Vigesimasesta e Vigesimanona
  • Cornetta 2 file (da Re3)
  • Flauto in ottava
  • Voce umana (da Re3)
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